La riuscita della valorizzazione dell'area
archeologica dipenderà anche dalle scelte progettuali relative
al piano di sistemazione, che scaturiranno in- dubbiamente
dalle tematiche dello scavo archeologico da effettuare. Prima
di tali scelte, però, è possibile sin da ora stabilire il
filo conduttore che si dovrà seguire nel creare una linearità
architettonica e che suggerirà una logica co- struttiva, onde
permettere a chi visiterà il sito di ottenere un percorso
e un colpo d'occhio gradevoli, non disturbati da un maldestro
arrangiamento di materiali inopportuni e invasivi.
Le difficoltà che s'incontreranno nel progettare le coperture
degli ambienti
già scavati saaanno grandi, perche in prospettiva s'ipotizza di
rinvenire pavimenti
nella zona intorno al triclinio e negli ambienti dell'avancorpo
del terrazzamento
inferiore; questo arricchimento non facilita, anzi vincola
ancora di più, poiche il
sito richiede una progettazione a norma antisismica che di per
sé necessita di ancoraggi solidi al terreno. L'uso dei materiali di copertura,
oltre che del rispetto del
sito archeologico, dovrà tener conto del paesaggio circostante.
Del resto la necessità di coprire gli ambienti nasce dal fallo che gli stessi
saranno sottoposti a un
flusso continuo di visitatori e dal fatto che le temperature
nel periodo invernale
scendono fortemente sotto lo zero, danneggiando le murature
anche se restaurate
a regola d'arte e soggette a continua manutenzione. Per
valorizzare adeguatamente i ritrovamenti, le future progettazioni necessitano di
tecnici in grado di migliorare il sito, non di imbruttirlo (come sovente in altre
realtà è accaduto).
La zona antistante il terrazzamento inferiore, nei lati Sud ed
Est, dovrà essere munita di uno spazio, dove i visitatori potranno muoversi
senza trovare intralci. Questo sarà possibile se fin da ora si penserà ad
un'adeguata percorribilità e
ad un tracciato idoneo per ogni tipo di visitatore, sia esso
giovane o anziano;
dato che per l'accesso sarà ripristinato l'ingresso antico
della villa verso Est
(scala), il percorso dovrà essere progettato cercando di
fornire con viottoli acciottolati e non di terra battuta dei percorsi "forzati", che
permetteranno al visitatori di guardare nella sua totalità la platea inferiore della
villa, per poi visitare il
Museo. L'uso di pannelli illustrativi in questo settore è,
quindi, fondamentale, se
si vuole fornire un servizio didatticamente valido.
La villa, una volta scavata per intero, non offrirà tutti
percorsi calpestabili,
ma comprenderà anche ambienti ove sarà richiesto l'uso di
passerelle metalliche
dotate di supporti metallici rivestiti in materiale plastico
per non danneggiare il
sottostante livello archeologico.
Per la copertura si potranno adottare, una volta restaurati i
muri senza 'rialzare' le cortine totalmente ma solo integrandole, delle tettoie
come quella inserita nella villa di Nerone a Subiaco con l'abbinamento di ferro
e legno e con singoli appoggi, che tengano conto delle norme antisismiche, ma
anche dell'estetica del manufatto che coprono.
Per la recinzione invece il monito deve essere la ricerca di
una struttura leggera e funzionale con una modularità soft che permetta al
visitatore di godere di
un punto di osservazione dall'esterno, anche senza entrare
nell'area archeologica.
Per l'atrio e il ninfeo si potrebbe studiare anche la
progettazione, con materiali estranei alla muratura e al cemento armato, di una
terrazza-belvedere che
funzioni da copertura e che possa offrire sul piano
frequentabile una visuale
dall'alto del giardino.
Le zone di accoglienza fra la villa e la via Valeria-Sublacense
dovranno essere attrezzate in maniera semplice con una sistemazione a
parco comprendente
panchine e siepi adatte al clima, senza essenze estranee
all'habitat; soprattutto
sarà necessario imbellire tutte quelle zone morte, che cioè non
servono ai fin
pratici, ma che sono importanti per il semplice riposo dopo il
viaggio per rag
giungere la villa.
I maggiori problemi da affrontare dal punto di vista
strettamente tecnico ri
guardano: recinzione, coperture e sistemazione delle aree
periferiche.
Per la recinzione ci si deve orientare su una soluzione
semplice e funziona.
le, l'unica che appare congeniale al rispetto di un sito
archeologico. Questo è un
punto sicuramente importante ai fini progettuali: ricercare con
un 'modulo
semplice e leggero un impatto poco percepibile. Ciò potrà
avvenire anche grazie
alla scelta, sicuramente irrinunciabile, di un materiale che
non crei contrasto con il terrazzamento inferiore e che non disturbi la visuale di chi
guarda il sito
dall'esterno. Un 'modulo' esperibile potrebbe essere costituito
di elementi metallici annegati in una base di calcestruzzo rivestita di
pietra locale: serie di lance
inframmezzate da pali di sostegno costituiti di quattro
tondini. La colorazione
dovrà orientarsi su tinte tenui e delicate.
Per la copertura si richiedono elementi che non ledano i muri e
non li sovraccarichìno staticamente e, soprattutto, che non costringano
alla totale ricostruzione delle cortine per raggiungere un'unica quota. Possiamo
sin da ora - sempre
tenendo conto delle prospettive degli scavi e della possibilità
che altre strutture
portate alla luce dovranno essere protette - ipotizzare vari
tipi di coperture, cercando di 'rubare' elementi architettonici dai luoghi più simili
al nostro, ma non rifuggendo neanche dalla prospettiva di realizzare soluzioni
originali. Si può ipotizzare, ad esempio, anche una tenso-struttura che, con l'uso di
metallo e tendoni,
può risolvere vari problemi, pur tenendo conto delle norme
antisismiche. Un'altra
soluzione può essere sul modello delle strutture realizzate
nelle colonia di Fregellae ad Arce, che, ricercando una linearità nel 'modulo',
nascondono il cemento armato con dei semplici rivestimenti in legno (fig. 24).
Infine le aree 'morte' intorno alla villa devono essere
rivitalizzate nel modo
piu variato, ricorrendo a tutto quello che può offrire la
sistemazione a parco per
una migliore funzionalità legata alla visita del luogo. I
percorsi di visita dovranno essere fluidi e senza intralci, concepiti secondo una logica
lineare e consequenziale. Non tutte le ipotesi che si studieranno a priori
saranno attuabili, perché saranno vincolate dai risultati degli scavi in progetto. In
alcuni ambienti sarà
vietato entrare e sarà possibile solo la vista dall'esterno per
non pregiudicare la
conservazione dei pavimenti.
La didattica mediante pannelli esplicativi all'interno
dell'area archeologica,
sia nel Museo che lungo i percorsi, è fondamentale ai fini di
una moderna fruizione turistica (fig. 25).

Fig.24 - Arce (Frosinone): copertura dei resti di una domus dell'antica
Fregellae.

Fig.25 - Arcinazzo Romano, villa di Traiano: bambini della Scuola Elementare di Affile in visita didattica (giugno 1999).
Quanto suggerito non deve essere un documento vincolante per i
progetti
futuri, ma solo un modesto contributo per partire con la marcia
giusta, onde cercare di costruire un posto accogliente e piacevole da visitare.
FABIO FALCONE
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