venerdì 9 maggio 2008 
 
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La villa di Traiano
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La riuscita della valorizzazione dell'area archeologica dipenderà anche dalle scelte progettuali relative al piano di sistemazione, che scaturiranno in- dubbiamente dalle tematiche dello scavo archeologico da effettuare. Prima di tali scelte, però, è possibile sin da ora stabilire il filo conduttore che si dovrà seguire nel creare una linearità architettonica e che suggerirà una logica co- struttiva, onde permettere a chi visiterà il sito di ottenere un percorso e un colpo d'occhio gradevoli, non disturbati da un maldestro arrangiamento di materiali inopportuni e invasivi.
Le difficoltà che s'incontreranno nel progettare le coperture degli ambienti già scavati saaanno grandi, perche in prospettiva s'ipotizza di rinvenire pavimenti nella zona intorno al triclinio e negli ambienti dell'avancorpo del terrazzamento inferiore; questo arricchimento non facilita, anzi vincola ancora di più, poiche il sito richiede una progettazione a norma antisismica che di per sé necessita di ancoraggi solidi al terreno. L'uso dei materiali di copertura, oltre che del rispetto del sito archeologico, dovrà tener conto del paesaggio circostante. Del resto la necessità di coprire gli ambienti nasce dal fallo che gli stessi saranno sottoposti a un flusso continuo di visitatori e dal fatto che le temperature nel periodo invernale scendono fortemente sotto lo zero, danneggiando le murature anche se restaurate a regola d'arte e soggette a continua manutenzione. Per valorizzare adeguatamente i ritrovamenti, le future progettazioni necessitano di tecnici in grado di migliorare il sito, non di imbruttirlo (come sovente in altre realtà è accaduto).
La zona antistante il terrazzamento inferiore, nei lati Sud ed Est, dovrà essere munita di uno spazio, dove i visitatori potranno muoversi senza trovare intralci. Questo sarà possibile se fin da ora si penserà ad un'adeguata percorribilità e ad un tracciato idoneo per ogni tipo di visitatore, sia esso giovane o anziano; dato che per l'accesso sarà ripristinato l'ingresso antico della villa verso Est (scala), il percorso dovrà essere progettato cercando di fornire con viottoli acciottolati e non di terra battuta dei percorsi "forzati", che permetteranno al visitatori di guardare nella sua totalità la platea inferiore della villa, per poi visitare il Museo. L'uso di pannelli illustrativi in questo settore è, quindi, fondamentale, se si vuole fornire un servizio didatticamente valido.
La villa, una volta scavata per intero, non offrirà tutti percorsi calpestabili, ma comprenderà anche ambienti ove sarà richiesto l'uso di passerelle metalliche dotate di supporti metallici rivestiti in materiale plastico per non danneggiare il sottostante livello archeologico.
Per la copertura si potranno adottare, una volta restaurati i muri senza 'rialzare' le cortine totalmente ma solo integrandole, delle tettoie come quella inserita nella villa di Nerone a Subiaco con l'abbinamento di ferro e legno e con singoli appoggi, che tengano conto delle norme antisismiche, ma anche dell'estetica del manufatto che coprono.
Per la recinzione invece il monito deve essere la ricerca di una struttura leggera e funzionale con una modularità soft che permetta al visitatore di godere di un punto di osservazione dall'esterno, anche senza entrare nell'area archeologica.
Per l'atrio e il ninfeo si potrebbe studiare anche la progettazione, con materiali estranei alla muratura e al cemento armato, di una terrazza-belvedere che funzioni da copertura e che possa offrire sul piano frequentabile una visuale dall'alto del giardino.
Le zone di accoglienza fra la villa e la via Valeria-Sublacense dovranno essere attrezzate in maniera semplice con una sistemazione a parco comprendente panchine e siepi adatte al clima, senza essenze estranee all'habitat; soprattutto sarà necessario imbellire tutte quelle zone morte, che cioè non servono ai fin pratici, ma che sono importanti per il semplice riposo dopo il viaggio per rag giungere la villa.

I maggiori problemi da affrontare dal punto di vista strettamente tecnico ri guardano: recinzione, coperture e sistemazione delle aree periferiche. Per la recinzione ci si deve orientare su una soluzione semplice e funziona. le, l'unica che appare congeniale al rispetto di un sito archeologico. Questo è un punto sicuramente importante ai fini progettuali: ricercare con un 'modulo semplice e leggero un impatto poco percepibile. Ciò potrà avvenire anche grazie alla scelta, sicuramente irrinunciabile, di un materiale che non crei contrasto con il terrazzamento inferiore e che non disturbi la visuale di chi guarda il sito dall'esterno. Un 'modulo' esperibile potrebbe essere costituito di elementi metallici annegati in una base di calcestruzzo rivestita di pietra locale: serie di lance inframmezzate da pali di sostegno costituiti di quattro tondini. La colorazione dovrà orientarsi su tinte tenui e delicate. Per la copertura si richiedono elementi che non ledano i muri e non li sovraccarichìno staticamente e, soprattutto, che non costringano alla totale ricostruzione delle cortine per raggiungere un'unica quota. Possiamo sin da ora - sempre tenendo conto delle prospettive degli scavi e della possibilità che altre strutture portate alla luce dovranno essere protette - ipotizzare vari tipi di coperture, cercando di 'rubare' elementi architettonici dai luoghi più simili al nostro, ma non rifuggendo neanche dalla prospettiva di realizzare soluzioni originali. Si può ipotizzare, ad esempio, anche una tenso-struttura che, con l'uso di metallo e tendoni, può risolvere vari problemi, pur tenendo conto delle norme antisismiche. Un'altra soluzione può essere sul modello delle strutture realizzate nelle colonia di Fregellae ad Arce, che, ricercando una linearità nel 'modulo', nascondono il cemento armato con dei semplici rivestimenti in legno (fig. 24). Infine le aree 'morte' intorno alla villa devono essere rivitalizzate nel modo piu variato, ricorrendo a tutto quello che può offrire la sistemazione a parco per una migliore funzionalità legata alla visita del luogo. I percorsi di visita dovranno essere fluidi e senza intralci, concepiti secondo una logica lineare e consequenziale. Non tutte le ipotesi che si studieranno a priori saranno attuabili, perché saranno vincolate dai risultati degli scavi in progetto. In alcuni ambienti sarà vietato entrare e sarà possibile solo la vista dall'esterno per non pregiudicare la conservazione dei pavimenti. La didattica mediante pannelli esplicativi all'interno dell'area archeologica, sia nel Museo che lungo i percorsi, è fondamentale ai fini di una moderna fruizione turistica (fig. 25).


Fig.24 - Arce (Frosinone): copertura dei resti di una domus dell'antica Fregellae.



Fig.25 - Arcinazzo Romano, villa di Traiano: bambini della Scuola Elementare di Affile in visita didattica (giugno 1999).


Quanto suggerito non deve essere un documento vincolante per i progetti futuri, ma solo un modesto contributo per partire con la marcia giusta, onde cercare di costruire un posto accogliente e piacevole da visitare.

FABIO FALCONE

 
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