giovedì 9 settembre 2010 
 
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Aspetti vegetazionali
 
La flora è ben rappresentata nella zona: un censimento abbastanza recente ha riscontrato nell' area dei Monti Simbruini ben 1.454 specie vegetali, cifra che rappresenta quasi la metà delle specie individuate in tutto il Centro Italia.

  Botanicamente osserviamo che il paesaggio vegetale è caratterizzato dall'Orizzonte Collinare o Submontano del Piano Basale, dal Piano Montano.

  L' Orizzonte collinare presenta cenosi arboree a querceti a foglia caduca dominati dalla Roverella (Quercus pubescens), cedui degradati dal continuo taglio a formazioni cespugliose, sostituita a quote maggiori dal Cerro (Quercus cenris), e da elementi tipici del "bosco misto" europeo: Olmo campestre (Ulmus campestris), Rovere (Quercus petraea), Carpino bianco (Carpinus betulus), Castagno (Castanea sativa), Acero minore (Acer monspessulanum) e Acero campestre (Acer campestre). Il sottobosco è costituito da arbusti quali il robusto e flessibile Corniolo (Cornus màs), l' utile e benefico Sambuco (Sambucus nigra), la Berretta di prete (Euonymus europaeus) velenosa e caratteristica per i frutti colorati vivacemente e la Sanguinella (Cornus sanguinea) così detta per le foglie rosseggianti in autunno; nelle radure aperte si trovano arbusti spinosi quali Biancospino (Crataegus monogyna) usato per tisane rilassanti, Prugnoli (Prunus spinosa) Peri ((Pyrus pyraster) e Meli (Malus sylvester) selvatici dai frutti importantissimi per gli animali, Rovi spinosi dalle more succose (Rubus fruticosus) e Rose di macchia (Rosa canina) decorate da delicate corolle; i querceti sono qua e là sostituiti da castagneti per lo più introdotti dall'uomo a scopo produttivo (frutto e legname), l'artificialità di questi ultimi è dimostrata dal sottobosco che denota presenze floristiche tipiche del bosco misto a latifoglie.

  Lungo i corsi d'acqua si riscontra una tipica vegetazione ripariale con la presenza dei Salici (Salix purpurea, S. trianda, S. elaeagnos, S. fragilis) dai rami flessibili atti a far canestri e dalle radici immerse nellf acqua ma immarcescibili, degli ondeggianti Pioppi ( Populus alba, P. nigra, P. tremula) con le fronde che storiniscono al vento e degli ombrosi e verdeggianti Ontani (Alnus glutinosa), sotto la cui frescura troviamo arbusti come il Corniolo sanguinello (Comus sanguinea), il Sambuco nero (Sanbucus nigra), la Berretta da prete (Euonymus europaeus); sugli arbusti e sui fusti degli alberi si arrampicano agili e sinuose la Dulcamara (Solanum dulcamara), e liane come la Vitalba (Clematis vitalba) e il Luppolo (Humulus lupulus), utilizzate tutte e tre nella medicina naturale e le ultime due anche a scopo alimentare; il sottobosco erbaceo è formato dagli arcaici Equiseti (Equisetum arvense, E. sylvaticum), dalla svettante Salcerella (Lythrum salicaria) dalle folte spighe di fiori rossi, dalle vistose foglie del Farfaraccio (Petasites hybridus) e da numerose altre specie.

  Al disopra dei 700/800 metri il bosco misto ed il querceto più puro cedono gradualmente il posto a formazioni di carattere più montano, dominate dal Faggio.   Il faggeto, che raggiunge anche quote molto elevate, si presenta nelle quote inferiori associato con specie arboree della fascia precedente quali 1' Acero montano (Acer pseudoplatanus) con ampie foglie palmate dai bei colori autunnali, il Maggiociondolo (Laburnum anagyroides) dai dorati grappoli pendenti di fiori primaverili, il Sorbo degli uccellatori (Sorbus aucuparia) ricco di bacche appetite dai migratori, il Sorbo montano (Sorbus aria) riconoscibile dalla pagina inferiore tomentosa delle foglie, lo snello Frassino montano (Fraxinus omus).

  Allo stato puro il faggeto presenta in alcune zone (Vedute di Faito) esemplari isolati di Tasso (Taxus baccata); il sottobosco, povero perchè la folta chioma impedisce il passaggio dei raggi solari, è adatto per la crescita di Jùnghi e di specie saprofite prive di clorofilla come la strana cerulea orchidea Neottia nidus avis con le radici intrecciate come in un nido df uccello, ai bordi troviamo 1' Elleboro (Helleboro foetidus) tra i pochi che fioriscono in inverno, il mortale Veratro (Veratrum album), i pungenti Agrifoglio (Ilex aquifolium) e Pungitopo (Ruscus aculeatus) dalle bacche rosso vivo, la Ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius) e siepi di Rosa selvatica (Rosa canina); fiori tipici sono Campanule (Campanula trachelium, C. latifolia, C. persicifolia), Anemoni (Anemone ranunculoides, A. nemorosa, A. apennina) e Acetosella (Oxalis acetosella); sulla corteccia del fusto e dei rami licheni penzolanti a festone come la Barba di bosco oppure incrostati, confusi tra i cuscinetti umidi dei muschi e le stratificazioni di alghe.

  A quote maggiori, al di sopra della vegetazione arborea, si rinvengono formazioni erbacee caratterizzate da frequente pascolo in cui sono presenti arbusti striscianti di Ginepro nano (Juniperus communis). Le praterie montane sono popolate da diverse specie di graminacee, ciperacee e juncacee quali la Festuca (Festuca ovina, F. rubra, F. pratensis, F. macrathera), la Luzula (Luzula pilosa, L. campestris, L. sylvatica), la Sesleria (Sesleria tenuifolia, S. albican) insieme con il Bromo (Bromus arvensis, B. erectus, B. racemosus), il Brachipodio (Brachypodium pinnaticum, B. sylvaticum, B. rupestre), le Avene selvatiche (Avenula pubescens), la Poa (Poa alpina, P. nemoralis, P. pratensis) e 1' Erba mazzolina (Dactylis glomerata).

  Tra queste spiccano i fusti spinosi dei cardi come lo Stoppione (Cirsium tuberosum) e il fiore acaule della Carlina (Carlina acaule).   I fiori sono presenti già allo scio- gliersi delle nevi con i famosi e candidi Bucaneve (Galanthus nivalis) e poi con il lilla dei Crochi (Crocus albiflorus, C. nudiflorus), il blu della Scilla (Scilla bifolia), il giallo oro dei Ranuncoli (Ranunculus s.p.), il rosso e il rosa pallido dei Garofani selvatici (Dianthus s.p.), i rossi fiori degli Epilobi (Epilobium angusfifolium), i delicati e pallidi Coichici (Colchicum autumnale), Viole di vario tipo e colore (Viola eugeniae, V. lutea, V. tricolor), le azzutrissime Genziane (G. clusii, G. acaulis) ad eccezione della inconfondibile Genziana maggiore (Gentiana lutea) dalla radice amarissima, i candidi Asfodeli (Asphodelus albus), e i Verbaschi (Verbascum nigrum, V. creticum, V. thapsiforme) dai numerosissimi fiori giallo crema sui fusti caratteristici a candelabro.
 
 
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