La flora è ben rappresentata nella zona: un censimento
abbastanza recente ha riscontrato nell' area dei Monti Simbruini ben 1.454 specie
vegetali, cifra che rappresenta quasi la metà delle specie individuate in tutto il Centro
Italia.
Botanicamente osserviamo che il paesaggio vegetale è
caratterizzato dall'Orizzonte Collinare o Submontano del Piano Basale, dal Piano
Montano.
L' Orizzonte collinare presenta cenosi arboree a querceti a
foglia caduca dominati dalla Roverella (Quercus pubescens), cedui degradati
dal continuo taglio a formazioni cespugliose, sostituita a quote maggiori dal Cerro
(Quercus cenris), e da elementi tipici del "bosco misto" europeo: Olmo campestre (Ulmus
campestris), Rovere (Quercus petraea), Carpino bianco (Carpinus betulus), Castagno
(Castanea sativa), Acero minore (Acer monspessulanum) e Acero campestre (Acer
campestre). Il sottobosco è costituito da arbusti quali il robusto e flessibile
Corniolo (Cornus màs), l' utile e benefico Sambuco (Sambucus nigra), la Berretta di prete
(Euonymus europaeus) velenosa e caratteristica per i frutti colorati vivacemente e
la Sanguinella (Cornus sanguinea) così detta per le foglie rosseggianti in autunno; nelle
radure aperte si trovano arbusti spinosi quali Biancospino (Crataegus monogyna) usato
per tisane rilassanti, Prugnoli (Prunus spinosa) Peri ((Pyrus pyraster) e Meli (Malus
sylvester) selvatici dai frutti importantissimi per gli animali, Rovi spinosi dalle more
succose (Rubus fruticosus) e Rose di macchia (Rosa canina) decorate da delicate
corolle; i querceti sono qua e là sostituiti da castagneti per lo più introdotti dall'uomo a
scopo produttivo (frutto e legname), l'artificialità di questi ultimi è dimostrata dal
sottobosco che denota presenze floristiche tipiche del bosco misto a latifoglie.
Lungo i corsi d'acqua si riscontra una tipica vegetazione
ripariale con la presenza dei Salici (Salix purpurea, S. trianda, S. elaeagnos, S.
fragilis) dai rami flessibili atti a far canestri e dalle radici immerse nellf acqua ma
immarcescibili, degli ondeggianti Pioppi ( Populus alba, P. nigra, P. tremula) con le fronde che
storiniscono al vento e degli ombrosi e verdeggianti Ontani (Alnus glutinosa), sotto la cui
frescura troviamo arbusti come il Corniolo sanguinello (Comus sanguinea), il Sambuco
nero (Sanbucus nigra), la Berretta da prete (Euonymus europaeus); sugli
arbusti e sui fusti degli alberi si arrampicano agili e sinuose la
Dulcamara (Solanum dulcamara), e liane come la Vitalba (Clematis vitalba) e il
Luppolo (Humulus lupulus), utilizzate tutte e tre nella medicina naturale e le ultime due
anche a scopo alimentare; il sottobosco erbaceo è formato dagli arcaici Equiseti
(Equisetum arvense, E. sylvaticum), dalla svettante Salcerella (Lythrum salicaria) dalle
folte spighe di fiori rossi, dalle vistose foglie del Farfaraccio (Petasites hybridus) e da
numerose altre specie.
Al disopra dei 700/800 metri il
bosco misto ed il querceto più puro cedono
gradualmente il posto a formazioni di carattere più montano, dominate dal Faggio.
Il faggeto, che raggiunge anche
quote molto elevate, si presenta nelle quote
inferiori associato con specie arboree della
fascia precedente quali 1' Acero montano
(Acer pseudoplatanus) con ampie foglie palmate dai bei colori autunnali, il Maggiociondolo (Laburnum anagyroides)
dai dorati
grappoli pendenti di fiori primaverili, il Sorbo degli
uccellatori (Sorbus aucuparia)
ricco di bacche appetite dai migratori, il Sorbo montano
(Sorbus aria) riconoscibile
dalla pagina inferiore tomentosa delle foglie, lo snello
Frassino montano (Fraxinus
omus).
Allo stato puro il faggeto presenta in alcune zone (Vedute di
Faito) esemplari
isolati di Tasso (Taxus baccata); il sottobosco, povero perchè
la folta chioma impedisce
il passaggio dei raggi solari, è adatto per la crescita di
Jùnghi e di specie saprofite prive
di clorofilla come la strana cerulea orchidea Neottia nidus
avis con le radici intrecciate
come in un nido df uccello, ai bordi troviamo 1' Elleboro
(Helleboro foetidus) tra i pochi
che fioriscono in inverno, il mortale Veratro (Veratrum album),
i pungenti Agrifoglio
(Ilex aquifolium) e Pungitopo (Ruscus aculeatus) dalle bacche
rosso vivo, la Ginestra
dei carbonai (Cytisus scoparius) e siepi di Rosa selvatica
(Rosa canina); fiori tipici
sono Campanule (Campanula trachelium, C. latifolia, C.
persicifolia), Anemoni
(Anemone ranunculoides, A. nemorosa, A. apennina) e Acetosella
(Oxalis acetosella);
sulla corteccia del fusto e dei rami licheni penzolanti a
festone come la Barba di bosco
oppure incrostati, confusi tra i cuscinetti umidi dei muschi e
le stratificazioni di alghe.
A quote maggiori, al di sopra della vegetazione arborea, si
rinvengono formazioni erbacee caratterizzate da frequente pascolo in cui sono
presenti arbusti striscianti
di Ginepro nano (Juniperus communis).
Le praterie montane sono popolate
da diverse specie di graminacee, ciperacee e
juncacee quali la Festuca (Festuca ovina, F.
rubra, F. pratensis, F. macrathera), la Luzula
(Luzula pilosa, L. campestris, L. sylvatica),
la Sesleria (Sesleria tenuifolia, S. albican)
insieme con il Bromo (Bromus arvensis, B.
erectus, B. racemosus), il Brachipodio
(Brachypodium pinnaticum, B. sylvaticum,
B. rupestre), le Avene selvatiche (Avenula
pubescens), la Poa (Poa alpina, P. nemoralis,
P. pratensis) e 1' Erba mazzolina (Dactylis
glomerata).
Tra queste spiccano i fusti spinosi
dei cardi come lo Stoppione (Cirsium tuberosum) e il fiore acaule della Carlina
(Carlina acaule).
I fiori sono presenti già allo scio-
gliersi delle nevi con i famosi e candidi
Bucaneve (Galanthus nivalis) e poi con il
lilla dei Crochi (Crocus albiflorus, C. nudiflorus), il blu
della Scilla (Scilla bifolia), il
giallo oro dei Ranuncoli (Ranunculus s.p.), il rosso e il rosa
pallido dei Garofani selvatici (Dianthus s.p.), i rossi fiori degli Epilobi (Epilobium
angusfifolium), i delicati e
pallidi Coichici (Colchicum autumnale), Viole di vario tipo e
colore (Viola eugeniae, V.
lutea, V. tricolor), le azzutrissime Genziane (G. clusii, G.
acaulis) ad eccezione della
inconfondibile Genziana maggiore (Gentiana lutea) dalla radice
amarissima, i candidi
Asfodeli (Asphodelus albus), e i Verbaschi (Verbascum nigrum,
V. creticum, V. thapsiforme) dai numerosissimi fiori giallo crema sui fusti
caratteristici a candelabro.