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| Altipiani di Arcinazzo |
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Gli Altipiani di Arcinazzo insieme con Campo Catino, Campo Staffi, Campo
dell'Osso, Campo Secco e Campo Ceraso costituiscono una evidente manifestazione de
fenomeno carsico che ha inciso e modellato la piattaforma carhonatica laziale-abbruzzese.
nbspGli Altipiani di Arcinazzo si presentano come una conca chiusa che ha inizio al kn
29 della via Sublacense, nei pressi dei ruderi della Villa imperiale, e si estende per circa 3 kn
di lunghezza e 1 - 1,5 km di larghezza. La conca situata a circa 850 mdi altitudine è circon
data dai Monti Affilani e dal Monte Scalambra tra i bacini fluviali dell'Aniene e del Sacco.
La conca è cosparsa di fenomeni carsici superilciali ed ipogei ricoperti dalla tipica
"terra rossa" (idrossidi di alluminio e ferro, scorie di dissoluzione delle rocce calcaree): camp
solcati, nicchie di erosione, doline, inghiottitoi e grotte che assorbono ifacqua in superiicie
per poi restituirla più a valle.
L'elemento che più impressiona è l'aspetto morfologico per l'incredibile creatività
delle forme carsiche: solchi, guglie e pinnacoli plasmati nei calcari del Miocene e de
Cretacico. Le aree dove tali forme sono più frequenti vengono in modo suggestivo e calzante
chiamate "campi d'anime" o "campi di lapidi".
il territorio degli Altipiani di Arcinazzo, attualmente frazionato tra i comuni di
Arcinazzo Romano, Piglio e Trevi nel Lazio, è stato frequentato dall'uomo fm dal Paleolitico
in epoca storica era abitato dagli Equi e successivamente fu colonizzato dai Romani
Testimonia la presenza degli Equi l'Arco di Trevi, un arco megalitico a tutto sesto, databile
al Iv secolo a.C., la cui funzione è ancora misteriosa: arco di confine tra Equi ed Ernici o residuo di un grandioso acquedotto? Testimonianze della presenza romana si hanno in località
Cona lungo la provinciale per Trevi, dove si possono osservare massi squadrati, frammenti
del basamento di un tempio; lungo la Sublaeense, dove tra le voluminose rovine in opera reti
colata di una villa rustica di epoca traianea sono stati rinvenuti mosaici, marmi e capitelli.
Ruderi di tombe romane localizzati all'interno del vivaio della Forestale, documentano la
presenza di un nucleo abitativo costituito probabilmente da militari e da personale impiegato per la custodia e la gestione della villa.
Nell'Alto Medioevo si ha un aumento della popolazione dando vita a nuove comunità e alla diocesi di Trevi. Sugli Altipiani di Arcinazzo e nelle sue propaggini erano sorti i
borghi di Colle Alto e Altuino di cui si hanno scarse notizie tratte dai documenti del
Monastero di Santa Scolastica; i due centri sono andati progressivamente scomparendo tra il
XLI e Xlv secolo.
Gli Altipiani privi di una popolazione stabile rimangono un importante crocevia di
contatto tra Campagna e il Sublacense e un passo obbligato della transumanza, tra i monti del
Lazio orientale e delliAbruzzo e la pianura pontina e ciociara.
Tracce di insediamento stabile si hanno a partire dal settecento ad opera di famiglie
di origine trebana quando il pastore Giovanbattista Passeri detto Meo si insedia nella zona
costruendo la prima piccola costruzione, ancora conservata. Allo stesso periodo risale la chiesa di Madonna del Monte, con annesso romitorio, posta sul passo dell'antica strada. per
Piglio; nello stesso passo restano le rovine di una antica osteria.
L'insediamento è stato sempre molto limitato fino ai primi anni del 1900 quando
nascono le prime ville fatte costruire da famiglie benestanti come residenza estiva, successivamente a partire dagli ami cinquanta ha avuto inizio un intenso insediamento residenziale
costituito da villette, condomini ed alberghi che hanno fatto degli Altipiani di Arcinazzo un
importartante centro turistico. |
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